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COMUNICATO ASMOI
Il Consiglio Direttivo di ASMOI, udita la relazione del Segretario Generale Dott. Matteo Piovella sull’andamento dell’incontro tenutosi il 16.7 u.s. presso il Ministero del Welfare con il Sottosegretario alla Salute Prof. Fazio;
  • visto il documento che in quella sede è stato presentato relativamente alle diverse questioni interessanti la Specialità Medico chirurgica di Oculistica, esprime la piena approvazione in ordine al medesimo;
  • preso atto di quanto è avvenuto relativamente al primo punto di detto documento (confermata intenzione del disciolto Ministero della Salute di istituire comunque una figura di ottico optometrista), ricorda l’annullamento da parte del TAR Lazio, attivato da un ricorso ASMOI, della Commissione Ministeriale che era stata appositamente istituita: tale sentenza ha invalidato per intero la citata Commissione perché non comprendente un rappresentante di categoria designato da ASMOI e perché i professori universitari oculisti non possono essere ritenuti, solo in quanto tali, rappresentativi dei medici oculisti italiani nel loro complesso;
  • essendo pacifico che se detto annullamento non fosse avvenuto, ci si troverebbe già ora di fronte all'attribuzione di titoli di ottico optometrista – legalmente equipollenti ad una laurea-, in sanatoria per 28.000 ottici italiani, con grave danno per la salute visiva e per le prerogative professionali dei medici oculisti italiani;
  • constatato che il comportamento dall’attuale Sottosegretario con delega per la Salute tenuto nella suddetta riunione potrebbe legittimamente essere interpretato come una inammissibile reazione della burocrazia ministeriale contro chi ha ottenuto una legittima sentenza del Giudice Amministrativo Italiano competente; e che il comportamento del Sottosegretario possa altresì essere interpretato come espressione di una sua personale concezione di una “primazia” del ruolo dei professori universitari, mentre nella realtà questi né per numero (nemmeno un decimo degli specializzati in Oculistica) né per specifici interessi sono rappresentativi di tutta la categoria;- sottolineando vigorosamente che peraltro ASMOI non ha mai sostenuto che un Medico Oculista Universitario- in quanto tale- non possa rappresentare l’Associazione; ma che, secondo legge e prassi nelle relazioni sindacali, i rappresentanti di Associazioni presso le apposite Commissioni devono essere da loro designati
Tutto ciò premesso e ritenuto
  • esprime il più totale disaccordo con detto comportamento, che, nella forma di un’ inammissibile veto contro il loro Segretario Generale, oltre che costituire una palese, inaccettabile ed incostituzionale violazione delle più elementari norme di diritto sindacale, ha inferto un grave vulnus ai diritti ed agli interessi di tutti i medici oculisti italiani, che corrispondono a quelli della salute visiva della popolazione;
  • chiede al loro Segretario Dott. Matteo Piovella di insistere nelle iniziative già assunte in tutte le questioni di maggiore rilevanza per la medicina oculistica, a cominciare da quella sulla irrazionale e dannosa istituzione di una figura professionale di ottico optometrista;
  • prende atto della nuova nomina come esperto del Presidente di SOI AMOI Prof. Corrado Balacco Gabrieli, al quale fornirà ogni supporto a tutela della salute del Popolo Italiano ed a salvaguardia della dignità della professione di Medico Oculista, e lo ringrazia per quanto potrà operare con la sua autorevolezza;
  • impegna lo stesso Prof. Balacco Gabrieli e gli altri medici oculisti universitari presenti in quella Commissione a tener conto in via del tutto prioritaria, nei lavori di quella Commissione (se e quando verrà ricostituita), dell’orientamento, che costituisce la posizione di ASMOI:
    1. istituzione di una nuova figura di professione sanitaria di “assistente di oftalmologia” avente competenze che dovranno essere strettamente limitate alla misurazione refrattiva e consentire solo l’utilizzo delle apparecchiature strettamente funzionali ad un tal genere di misurazione.
    2. Impossibilità per tale figura di essere titolare di una licenza di commercio e, in ogni caso, interdizione a “vendere” qualsiasi presidio o altro materiale.
    3. Interdizione per tale figura ad attuare qualsiasi tipo di terapia.
  • invita tutti i medici oculisti italiani ad assumere in tutte le possibili sedi, a cominciare dai rispettivi Ordini dei Medici, iniziative atte ad ostacolare i gravi comportamenti di cui sopra, in quanto scardinerebbero il fondamentale principio della Medicina (non solo dell’Oculistica!) che chi prescrive non può vendere quello che prescrive.
Il Consiglio Direttivo ASMOI


Roma 16 Luglio 2008
APPUNTO DI SOI AMOI
per l’incontro del 16 luglio 2008
con l’Ill.mo Sottosegretario del “Welfare” per la Salute Prof. Ferruccio Fazio


SOI AMOI è un Ente morale riconosciuto ed è l’unica Società Scientifica rappresentativa degli oltre 7.000 medici oculisti italiani. Essa tutela gli interessi morali e la formazione e l’aggiornamento scientifico dei medici oculisti. In virtù del suo Statuto, essa ha anche, come scopo prioritario, la tutela della salute visiva della popolazione. E’ stato inoltre costituito il Sindacato ASMOI– Associazioni Medici Oculisti Italiani che si ispira ai principi e finalità di SOI AMOI e tutela gli interessi professionali ed economici dei medici oculisti.

In premessa occorre anzitutto porre in rilievo la specificità oculistica in Italia: dei 7.000 oculisti, a differenza degli altri comparti medici, il 35% è occupato nel pubblico; il 65% è costituito da privati liberi professionisti. 500.000 interventi di cataratta ogni anno rappresentano l’83% dei DRG in oculistica. Oggi la grandissima parte della chirurgia oculistica, viene svolta, come avviene in ambito internazionale, prevalentemente in sede ambulatoriale. Ciò non vuol dire ovviamente che non si tratti di una chirurgia raffinata che richiede alta qualità di prestazioni, di apparecchiature, attrezzature e dispositivi medici.

Pure di rilevante importanza è la definizione dei requisiti delle strutture ambulatoriali in grado di svolgere la chirurgia oculistica.

Orientamento prioritario e preferenziale, vista la specificità di cui si diceva, dovrebbe essere quello di fare uscire la medicina oculistica dal regime comune del Servizio Sanitario Nazionale (come avviene in Francia, attraverso l’istituzione di fondi integrativi: l’aveva proposto, nella fase pre elettorale della scorsa legislatura lo stesso precedente Ministro) .

Per garantire la speciale qualità di prestazioni e di dispositivi medici è inoltre e comunque assolutamente raccomandabile una cogestione del pagamento da parte del paziente dei dispositivi medici (quali l’innovativo cristallino artificiale multifocale, che permette di vedere da vicino senza utilizzo di occhiali, già ora utilizzato nell’intervento di cataratta). Purtroppo questo tipo di cristallino richiede un costo dalle 5 volte alle 10 volte superiore a quello ordinario. Per poter informare il paziente dell’esistenza di quei cristallini artificiali tecnologicamente più avanzati (ai sensi dell’art. 1 comma legge 27 dicembre 2006 n. 296 e dei conseguenti adempimenti delle regioni) è indispensabile promuovere presso le Regioni una rivalutazione del DRG. della chirurgia della cataratta; senza la quale, avendo talune Regioni inteso l’opzione preferenziale della sede ambulatoriale come mera occasione per deprimere il compenso delle prestazioni, si finisce per danneggiare inevitabilmente la loro qualità.

***


Ciò premesso si espongono qui di seguito alcuni altri punti di rilevante interesse per la medicina oculistica italiana.
  1. E’ urgente che il Ministero della Salute inverta o comunque sospenda un recente orientamento dell’ex Sottosegretario Onorevole Batta e della Direzione Generale – Risorse Umane, tendente a realizzare una sorta di “sanatoria” per la quale gli ottici italiani (categoria commerciale oggi inquadrata tra le arti ausiliarie delle professioni sanitarie) diventino tutti, per “decreto” professione sanitaria e vengano definiti “ottici optometristi”. L’urgenza dell’intervento è richiesta anche da un contenzioso in corso in virtù del quale ASMOI ha ottenuto dal TAR Lazio l’annullamento della Commissione, istituita per la creazione di quella figura, senza una rappresentanza di categoria dei medici oculisti italiani (ma invece con la rappresentanza degli ottici!). Federottica (Associazione degli ottici) e Ministero della Salute attraverso l’Avvocatura di Stato insieme a Federottica (!) hanno fatto appello chiedendo la sospensione del provvedimento della sentenza del TAR. Si allega la recente lettera (che riassume più approfonditamente la questione) rivolta al Ministero della Salute e a codesto stesso Ill.mo Sottosegretario in data 15 maggio 2008 (all. 1).
  2. Altra questione di rilevante interesse è quella della formazione ECM (e in genere della formazione e dell’aggiornamento) dei medici oculisti italiani. Questa Società Scientifica collabora con apporto di grande consistenza e significato scientifico e internazionale alla formazione ECM organizzata dall’apposita Commissione istituita presso il Ministero della Salute. Questa Società Scientifica deve peraltro denunciare con forza i contenuti inadeguati e incongrui che, ripetendo un orientamento ormai purtroppo annoso, l’apposita Commissione Ministeriale ha recentemente confermato con un accordo Stato-Regioni 1.8.2007.

    Gli aspetti più criticabili sono:
    1. pretesa di imporre nei congressi ECM una dichiarazione di “assenza di conflitto di interesse” (mentre la legge richiede soltanto una dichiarazione di eventuale conflitto che serva a rendere trasparente l’apporto dato dal relatore). La conseguenza è quella di una potenziale depressione della ricerca scientifica nel campo; ma altresì una diffusa non veridicità delle dichiarazioni, che espone i relatori a una condizione di diminuita autorevolezza (in proposito SOI AMOI ha aperto un contenzioso davanti alla Giustizia amministrativa tutt’ora pendente, dal quale si vorrebbe recedere ove intervenisse un orientamento più adeguato alla prassi internazionale);
    2. una modifica della penalizzazione in atto del numero dei crediti per i congressi di grande portata e rilevanza per numero di partecipanti (come quelli organizzati da SOI); penalizzazione che favorisce i congressi monotematici che diventano appannaggio di gruppi ristretti con maggiore esposizione alla pressione delle case farmaceutiche.
    Queste posizioni SOI AMOI sono state più volte rappresentate, finora inutilmente, alla Commissione ECM. Si auspica l’iniziativa di un Ministero per un rinnovo nel senso anzidetto nell’accordo Stato-Regioni.
  3. E’ tuttora in corso un forte dibattito sulla libera professione e sul rapporto cosiddetto esclusivo dei medici ospedalieri ed universitari. La Corte Costituzionale ha recentemente affermato (questa Società Scientifica continua a esprimere la sua valutazione negativa su un simile orientamento) che Regioni e AUSL possono imporre ai medici il rapporto esclusivo pure in assenza di adeguatezza strutturale e organizzativa per lo svolgimento della libera professione intramoenia.

    La Corte Costituzionale ha anche sancito la legittimità di una legislazione statale in materia, pur coesistente con singole legislazioni regionali (in sostanza: la legislazione nazionale opera soltanto nelle Regioni che non hanno legiferato appositamente). Ne deriva un regime del tutto disomogeneo e ingiusto. Sembra che, riconfermando i principi della cosiddetta legge “Sirchia” sulla reversibilità dell’opzione e sulla attribuibilità della responsabilità di strutture complesse anche ai medici non in rapporto esclusivo, occorra definire un accordo Stato-Regioni che recepisca quanto meno quest’ultimo orientamento.

    E’ altresì indispensabile, per evitare un aggravamento delle liste di attesa, ripristinare a regime e senza scadenze, la cosiddetta “intramoenia allargata”.

    L’auspicato accordo Stato-Regioni dovrà poi riconoscere (sul punto la Corte Costituzionale non ha ancora avuto modo di pronunciarsi) i diritti acquisiti da parte dei medici universitari e ospedalieri già in servizio dell’entrata in vigore del Dlgs. 229/99 (ciò in coerenza del resto con la legge delegante che aveva raccomandato al legislatore delegato, poi inadempiente in questo senso con il cosiddetto “decreto Bindi”, una particolare gradualità della messa a regime del rapporto esclusivo; gradualità che doveva -e deve- essere intesa con riferimento ai soggetti da sottoporre al nuovo regime).
  4. Altra questione di prioritaria importanza è quella della grave privazione, attualmente ancora in corso in gran parte delle Regioni italiane, di una prerogativa fondamentale del medico specialista: nel caso quella della diagnosi e del piano terapeutico nella prescrizione dei farmaci antiglaucoma (come è noto malattia irreversibile che colpisce una quota sempre maggiore di popolazione ed è classificata come malattia sociale).

    Nonostante l’AIFA abbia, con nuova nota 4 gennaio 2007, previsto che tutti i medici specialisti possano effettuare la diagnosi e il piano terapeutico per la cura del glaucoma, molte Regioni, con pretesti vari, non si sono adeguate pur essendo, quella farmaceutica, materia non di competenza regionale. Da ciò anche conseguono gravi ritardi a danno dei pazienti per la cura di quella malattia irreversibile; e inutili spese di DRG. corrisposti a strutture pubbliche e private, a carico dei Servizi Sanitari Regionali.

    Sono in corso contenziosi avanti ai TAR avviati da questa Società Scientifica. Si è adeguata, con idoneo accordo che responsabilizza la SOI, la Regione Lombardia; e stanno per adeguarsi la Regione Veneto e la Regione Sicilia. La Regione Emilia Romagna ha già da tempo adottato l’attribuzione della diagnosi e del piano terapeutico dei farmaci antiglaucoma a tutti i medici oculisti.

    E’ auspicabile e urgente un intervento del Ministero presso l’AIFA perchè confermi la propria direttiva contenente la nota 78 del 2007, con un atto di indirizzo ovvero circolare rivolto alle Regioni ancora inadempienti.
  5. Altro elemento prioritario che si segnala all’attenzione dell’Ill.mo Sottosegretario è quello dell’utilizzo dei farmaci Off Label nella specificità dell’oculistica. Dal 2007 sono disponibili nuovi farmaci intravitreali per la terapia delle maculopatie (30% persone over 70 anni) affezione che limita fortemente la capacità visiva di una persona con progressivi rischi anche nel campo della circolazione stradale.

    Oggi il costo di ogni applicazione (per fiala) varia dagli 800,00 a oltre 1.000,00 euro. Il ciclo di terapia prevede uno standard di sei applicazioni da aggiungere alla terapia fotodinamica. Ne deriva un costo complessivo di circa € 10.000,00 a trattamento per occhio in un campo quale l’oculistica dove il DRG più alta anche per la chirurgia non ha mai superato i € 2.500,00. Esistono farmaci fino a riutilizzarli routinariamente (e approvati a questo scopo dalla Fba americana) quali l’Avastin e il Triancinolone che ottengono risultati tanto soddisfacenti costano da 50 a 80 volte meno. Recentemente una Commissione costituita dall’AIFA ha deciso in materia. Nonostante ne abbia fatto legittima apposita richiesta, è stata da essa esclusa una rappresentanza di SOI!. Non si conoscono ancora i risultati della Commissione, ma in ordine agli stessi pervengono voci che destano legittime preoccupazioni. In quella Commissioni vi sono stati soltanto, per quanto vi risulta, rappresentanti di case farmaceutiche ovvero persone ad esse collegate professionalmente!. Si richiede anche su questo punto un urgente intervento del Ministero.


Si rimane a disposizione dell’Ill.mo Sottosegretario, della Sua Segreteria e degli Uffici Ministeriali, che egli vorrà incaricare; ciò per ogni utile approfondimento e per eventuale ulteriore documentazione.

Rispettosi saluti.

Il Presidente di SOI AMOI
Prof. Corrado Balacco Gabrieli

Il Segretario
Dott. Matteo Piovella



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