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Ricorso medici specializzandi
Con la sentenza n. 4717 del 15 Novembre 2010, la Corte d’Appello di Roma aveva introdotto una grande novità: riconosceva anche ai medici specializzandi negli anni precedenti il 1991, non solo la remunerazione dovuta per tutta la durata del corso, ma anche la rivalutazione della somma riconosciuta agli specializzandi dal d.lgs. 275/1991 e gli interessi legali su di essa nel tempo maturati.
Considerato decennale il termine di prescrizione entro cui far valere il proprio diritto, la sentenza n. 4717 stabiliva il termine di inizio della prescrizione nel giorno del conseguimento del diploma. La Corte di Cassazione, intervenuta ancora sulla questione, nella sentenza n. 17350/2011 (depositata il 18 agosto 2011) conferma che è decennale il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno. Il giorno da cui far decorrere il termine, onde verificare il decorso della prescrizione, è da individuarsi però, a differenza da quanto sostenuto dalla Corte d’Appello di Roma, nel 27 ottobre 1999, ossia dal giorno successivo alla pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, dell'art. 11 della L. n. 370 del 1999.
Alla data odierna, il termine prescrizionale risulterebbe ormai decorso con conseguente estinzione del diritto.
Tuttavia l’ordinamento giuridico prevede espressamente che il termine prescrizionale qualora pendente possa, con determinati atti, essere interrotto. Dall’intervenuta interruzione decorre il nuovo termine prescrizionale di dieci anni.
Gli atti che permettono l’interruzione della prescrizione sono:
 
  1. l’instaurazione di un giudizio per far valere il diritto in discussione;
  2. la predisposizione di un atto che valga a costituire in mora il debitore, qual è, ad esempio, la diffida ad adempiere.
     
 
Coloro, che dal 27 ottobre 1999, ed entro il 27 ottobre 2009, hanno provveduto, con uno degli atti sopra menzionati, ad interrompere il termine prescrizionale, risultano essere nei termini per proporre domanda giudiziale nei confronti dello Stato italiano onde accedere al risarcimento del danno derivante dalla mancata erogazione delle borse di studio, sempre che non ci sia stata già una sentenza passata in giudicato.
 
Per approfondimenti si rimanda al Notiziario SOI 1/2011




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